Come sicuramente alcuni di voi avranno capito, il titolo è una parafrasi del noto romanzo distopico "A brave new world" di A.Huxley , tradotto in italiano come "Il mondo nuovo".
Così riporta Wikipedia:
Il titolo originale si rifà alle parole pronunciate da Miranda ne La tempesta di William Shakespeare:
| (EN) « How beauteous mankind is! O brave new world that has such people in't! » | (IT) « Com'è bello il genere umano! Oh mirabile e ignoto mondo che possiedi abitanti così piacevoli! » |
come giustamente commenta il traduttore Marco Ferrentino:
"Brave new world" in inglese è un espressione che denota un cambiamento radicale della società a volte in seguito a importanti sconvolgimenti. In certe storie dove apocalissi, catastrofi e rivoluzioni cambiano radicalmente l'ordine delle cose, ci si ritrova di fronte a un mondo nuovo e sconosciuto da dover affrontare e quindi pieno di incognite e incertezze.
Ne La Tempesta di Shakespeare è tradotto con "mirabile e ignoto mondo"
traducendo in tal maniera il seppure abile Quasimodo, a mio avviso non pone adeguatamente l'accento sul senso rivoluzionario dell'affermazione.
Nella fattispecie del romando di Huxley, il "coraggioso (o temerario, o spavaldo) nuovo mondo" si manifesta come regime assolutista che si arroga il diritto di rendere la vita umana perfetta.
Una distopia, certo, ma che pone le sue origini nell'epoca degli ideali. Epoca in cui si credeva che "una visione" avrebbe condotto l'umanità verso nuovi ordini mondiali.
Dopo la caduta del muro di Berlino e il fallimento del capitalismo (al momento solo quello di tipo "finanziario" seguendo la definizione di R. Hilferding, visto che viviamo comunque in una società fortemente consumistica) siamo di fronte alla scomparsa dei paradigmi ma alla comparsa di forme nascoste di ideologie.
Infatti le ideologie non sono morte, anzi, serpeggiano negli strati della società che le hanno originate, come hanno sempre fatto.
La vera novità storica è l'informazione, con i suoi moderni mezzi.
L'era della (de)formazione
In questa che viene definita l'era dell'informazione la cosa che verrebbe subito da pensare è che le maggiori quantità di informazioni e la maggiore facilità e velocità di trasmissione delle stesse produca automaticamente maggiore cultura. La realtà è ben diversa: la marea informe di informazioni di tutti i tipi che inondano i media di ogni tipo rende l'utente medio confuso, nel migliore dei casi. Nel peggiore dei casi sarà traviato. Il percorso logico è il seguente: quali sono le fonti corrette alle quali attingere?Di norma l'utente medio* giunge ad identificare le fonti che secondo lui rispecchiano meglio la realtà.
Il problema sorge proprio nell'utente medio quando non possiede più gli strumenti per discernere ciò che è evidentemente falso da ciò che potrebbe non esserlo. Un lavoro di questo tipo per una mente elastica può avvenire solo grazie all'incrocio di fonti di tipo diverso. Ad esempio: la cultura "accademica" tradizionale contrapposta ad una cultura da autodidatta o mista (ad esempio quella che ci si può formare su internet), incrociata con la cultura di tipo massmediatico e pubblicitario.
La cultura "mista": la cultura di internet presenta fonti difficili da verificare, anche perché è possibile la mistificazione dei testi e delle fonti. Eppure, in questa eccessiva abbondanza di informazioni, una mente allenata può trovare un infinità di spunti.
L'anomalia sistemica si manifesta con la presenza della cultura massmediatica (tv, giornali,ma anche riviste o autorevoli fonti online: tutti quegli organi, in generale che contribuiscono allo zeitgeist). Tale cultura instilla un senso di sottomissione dell'"IO" pensante all'"IO" superiore. In tale processo il senso critico subisce una pesante mortificazione. Questo perché praticamente tutto, nella cultura massmediatica, ci riporta all'istintività piuttosto che al raziocinio, usando metodi noti dalla psicologia, per portarci lungo un determinato sentiero o percorso mentale, utile al comunicatore.1
Dall'incrocio di questi dati provenienti da tipi di cultura diversi, una mente allenata dovrebbe essere in grado di distinguere il "probabilmente vero" dal "probabilmente falso" e quindi a ricostruire i fatti, o una propria versione degli stessi.
*Si parla di utente "medio" perché in realtà le cose sono molto più complesse, sia come tipologia di persona (esistono sottoinsiemi che non si informano, altri che assimilano parzialmente solo un tipo di cultura di quelle sopra elencate, così come i tipi di cultura sono di numero maggiore a quelli elencati. Basti pensare alla cultura del complottismo che spesso si identifica come -controcultura- oppure anche la "cultura" religiosa ).
La morte dell'accademia
Ed è proprio qui che casca l'asino. Negli anni è venuta a mancare progressivamente (perché si è progressivamente deteriorata o lasciata deteriorare surrettiziamente) la prima e più importante tra le sorgenti informative: l'accademia (quindi la scuola, più in generale). L'affermarsi del capitalismo ha reso necessario la progressiva specializzazione scolastica e quindi impoverimento generale. Questo, unito al fatto che non è nei piani dei legislatori garantire universalmente una cultura generale, in quanto servizio non direttamente remunerativo.
Non si guadagna nulla nell'immediato, e il privato spinge sempre più per porre fine alla scuola "no-profit".
E visto che, come vedremo, ormai il paradigma consolidato è il seguente:
privato(interesse)-Versus-Stati(E leggi)
Inserirsi nel business della cultura garantisce due vantaggi: impedire l'accesso alla cultura ai meno abbienti, e naturalmente fare profitti.
Senza questa colonna portante, la mente umana è vulnerabile a qualunque attacco (doloso o colposo) proveniente dalla cultura massmediatica e da quella "di internet".
La battaglia dei Titani
Lo snodo che viviamo è epocale, in quanto si configura come il periodo in cui viene affermata la restaurazione di un certo ordine sociale.Gli storici avranno modo di appurarlo, ma sembra ormai chiaro che è stata combattuta (e continua ad esserlo tuttora) una guerra ideologica tra blocchi contrapposti. Si tratta della lotta di classe, che non sempre avviene alla luce del sole. O meglio: gli effetti dell'azione di una delle parti in conflitto (la classe meno abbiente, i proletari, i lavoratori in generale) risultano di gran lunga più evidenti di quelli dell'altra parte ( i grandi industriali, la finanza, "i padroni" ), le cui azioni, seminascoste o mascherate, risultano evidenti a distanza di anni, solo ad un ristretto gruppo di persone.
Tagliando corto e semplificando, questa battaglia ha prodotto nell'ordine, (partendo con l'analisi dalla fine del medioevo, quindi da un sistema feudale in cui le ricchezze e le terre erano distribuite tra pochi potenti uomini):
1-illuminismo-->rivoluzione francese-->ridimensionamento del potere nobiliare ed ecclesiastico
2-restaurazione
3-risorgimento
4-rivoluzione industriale
5-sindacati-->lotte sindacali->diritti acquisiti
6-comunismo
7-caduta muro di Berlino
Qui la storia si complica.
Perché gli equilibri che hanno tenuto il mondo "in ostaggio" fin'ora, si vengono a rompere.
I poteri finanziari ne approfittano subito per imporre le proprie attività e avvantaggiarsi in mercati appena "aperti", nasce così il "neoliberismo", corrente ideologica , ma sopratutto metodo di trasformazione dei governi. Tale "ideologia" punta , molto concretamente, allo smantellamento degli stati in favore dei privati, in nome del dogma "i mercati regolano tutto e tutti, sia economicamente, sia moralmente".
Gli stati, primo e ultimo baluardo di difesa del bene pubblico, conquistato con l'illuminismo, sono sotto attacco e praticamente resi inoffensivi per il grande capitale.
Quindi il fenomeno del neo-liberismo è accompagnato da un'altro, se possibile più preoccupante: una sorta di neo-restaurazione.
Come ammette candidamente l'economista italiano Padoa Schioppa:
Nell' Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma deve essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l’apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il confronto dell’ uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l’ individuo bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato.". (Padoa Schioppa, Il Corriere della Sera del 26 Agosto 2003).
Ridurre il ruolo dello Stato quindi, per consegnarci ai "mercati" e alla legge del più forte.
Questa operazione viene eseguita in molti paesi, prima del sudamerica , poi dell'africa, ovunque si voglia porre fine al governo del popolo (o semplicemente ad un suo controllo anche indiretto), vuoi per la presenza di interessi economici molto forti in questo o quell'altro paese,vuoi per rilevanza strategica.
La neo-restaurazione viene imposta a colpi di crisi: il paradigma è sempre lo stesso: sulla falsariga della protezione dallo spauracchio dell'inflazione, vengono imposti in questi paesi agganci ad aree finanziarie con cambio fisso, poi, quando la bolla dei debiti scoppia (quello che in economia viene chiamato "ciclo di Frenkel") , si esigono i sospesi e i paesi insolventi sperimentano una democrazia sotto ostaggio ("democracy at gunpoint"), di fatto svuotata del proprio motivo di esistere.
Questo è accaduto in Europa, a causa della cecità economica e politica dei governanti in buona fede, della malafede di altri, e delle potentissime influenze dei poteri economici privati negli organi di governo europei, che indirizzano le politiche economiche e sociali per garantire profitto (più che benessere diffuso) e maggiore potere per loro stessi (più che democrazia).
Non ci resta che annotare il fatto che , se è vero che la storia si ripete, dovremo aspettarci, dopo la neo-restaurazione, un neo-risorgimento.
Questo sarà il momento in cui l'uomo dovrà ribadire il suo ruolo nel mondo, raggiungere una nuova coscienza di se come essere e come gruppo sociale, ed in questo la diminuzione della diffusione religiosa laddove la cultura è maggiore lascia ben sperare per il futuro, dato il miglioramento medio delle condizioni generali.
Come riportato da Richard Lynn (2009):
I paesi altamente religiosi:
- sono più poveri
- sono meno urbanizzati
- hanno livelli più bassi di istruzione
- hanno meno esposizione ai media elettronici che aumentano l’intelligenza (Barber, 2006);
- hanno un carico maggiore di malattie infettive che indeboliscono le funzionalità cerebrali;
- i bambini hanno minor peso alla nascita;
- hanno una peggiore alimentazione infantile;
- controllano scarsamente inquinanti ambientali come il piombo che riducono il QI.
Sfide per il futuro (innovazione tecnologica e disoccupazione, ambiente):
Quindi l'uomo si troverà davanti lo specchio e dovrà cercare di voltare pagina in un modo o nell'altro.
La tecnologia, a prescindere dal tipo di economia adottata, continuerà a migliorarsi. Le scoperte scientifiche si moltiplicheranno, e saranno possibili cose che fino a vent'anni fa erano impensabili.
Ad esempio, l'automazione ha giocato e giocherà un ruolo fondamentale nello sviluppo.
Molti temono lo spauracchio della cosiddetta "disoccupazione tecnologica", che tranne nel breve termine, non è affatto un fenomeno di cui preoccuparsi. L'unica cosa di cui preoccuparsi e di convertire la manodopera e ri-calibrare i ritmi in base alle nuove esigenze. Di lavori da fare ce ne saranno sempre, e le risorse per ora non mancherebbero se la loro gestione fosse oculata. Insomma , non ci dovrebbe preoccupare di "decrescere" felicemente o meno, ma di crescere meglio.
Non piacerebbe a tutti percepire lo stesso salario e lavorare meno ore al giorno? grazie all'automazione ciò sarebbe possibile, se ci fosse l'interesse di aumentare il benessere diffuso.
Purtroppo, come abbiamo visto, gli interessi sembrano essere altri.
Mi riprometto di dedicare ampio spazio all'argomento che trovo molto stimolante.
Matrix è controllo (Orwell "boot" vs .Huxley "soma"): prospettive per l'uomo. liberato, incatenato o dormiente?
La società si mescola e si trasforma, ed il bivio che ci aspetta di fronte è davvero epocale: si andrà alla distruzione silenziosa delle democrazie per creare organismi sovranazionali ancora più potenti? Oppure si ritornerà a prestare più attenzione per il locale, seguendo quei venti separatisti e indipendentisti che soffiano da più parti?
E il nuovo ordinamento sarà democratico, semi-democratico o di stampo autoritario? Oppure la terza via? Quella del mondo di Huxley , in cui il "soma" era l'emblema dell'assoggettamento dell'individuo ai piaceri e all'oblio, lasciando lo spazio del pensiero e del comando solo ai gruppi di rango superiore. Riusciranno le vecchie religioni a tenere la presa sulle sacche di povertà del mondo, ultimi serbatoi di "credenti"?
Grandi cambiamenti ci attendono e di giorno in giorno le battaglie intestine in questa sorta di Babilonia di fedi, idee e culture causano atrocità infinite, nonsense quotidiani, ma la caratteristica generale di quasi tutte le parti in gioco è la codardia, la miseria morale. Ci troviamo quindi non ancora nel mondo nuovo, ma in un mondo "codardo", incapace di assumersi le responsabilità nelle varie manifestazioni del suo essere.
E il nuovo ordinamento sarà democratico, semi-democratico o di stampo autoritario? Oppure la terza via? Quella del mondo di Huxley , in cui il "soma" era l'emblema dell'assoggettamento dell'individuo ai piaceri e all'oblio, lasciando lo spazio del pensiero e del comando solo ai gruppi di rango superiore. Riusciranno le vecchie religioni a tenere la presa sulle sacche di povertà del mondo, ultimi serbatoi di "credenti"?
Grandi cambiamenti ci attendono e di giorno in giorno le battaglie intestine in questa sorta di Babilonia di fedi, idee e culture causano atrocità infinite, nonsense quotidiani, ma la caratteristica generale di quasi tutte le parti in gioco è la codardia, la miseria morale. Ci troviamo quindi non ancora nel mondo nuovo, ma in un mondo "codardo", incapace di assumersi le responsabilità nelle varie manifestazioni del suo essere.