venerdì 9 maggio 2014

La Prigione di Ferro Nera (o "regno delle tenebre")

Comincio solo di recente a comprendere l'importanza di quello che molti grandi pensatori del passato temevano sopra ogni cosa: la sovversione reiterata della realtà (qualunque cosa sia) ai danni dei subalterni, tipicamente il popolo.

Hobbes nel Leviatano ne parla nell'ultimo capitolo (Il regno delle tenebre)  che, seppur dedicato al clero e non al monarca/stato, si presta bene a descrivere questa opera di mistificazione:

 Hobbes descrive il regno delle tenebre come "una confederazione di ingannatori che, per ottenere il dominio sugli uomini nel tempo presente, si sforzano, con dottrine oscure ed erronee, di estinguere la luce sia della natura che del vangelo e di renderli così impreparati per il regno di Dio a venire"[2].


Chi, nel panorama della SF (e nello specifico dei racconti o romanzi distopici), ha sempre posto l'accento su questo tipo di problemi, in modo ossessivo e talvolta paranoico (ma come si diceva in un -ormaivecchio film che forse pochi appassionati conoscono: "la paranoia  è soltanto la realtà, su una scala più sottile" ) è indubbiamente Philip K. Dick.
Dick produsse una gran  quantità di letteratura fantascientifica, e in molte delle sue opere, è presente il tema dello stato di polizia, lo stato fascista, di una politica che inganna il popolo al punto di sovvertire in apparenza la struttura della realtà stessa.  Questa ossessione paranoica dello stato fascista si trasformerà, nelle ultime opere, nella Prigione di Ferro Nera, l'oppressione modello di tutte le oppressioni, il controllo totale delle menti e delle azioni mediante il controllo della sovra-realtà, la dittatura delle coscienze estesa allo spazio intero e al Tempo tutto.  In sostanza una realtà olografica creata ad hoc.
Dick identifica "i guardiani della prigione" nella destra neoliberista che si afferma con Nixon al potere (quanta lungimiranza). Riporto alcune tematiche affrontate in alcuni dei suoi romanzi.


- Mr Lars, sognatore d'armi  (Zap Gun)


 racconta la storia di Lars Powerdry, che di mestiere fa il progettista di "armi alla moda" che servono ad abbindolare le masse dei creduloni più nella contrapposizione politica con il blocco orientale (l'Est Spione) che di fronte alla fantomatica minaccia di un'invasione aliena. Le armi sognate da lui e dalla sua controparte russa, Lilo Topchev, sono appariscenti surrogati che servono a sfoggiare una potenza militare più esibita che reale. Nel momento di unire le forze dei due blocchi, ufficialmente per fare fronte comune contro la minaccia extraterrestre, in realtà perché i due governi hanno trovato un modo nuovo per creare una struttura mediatica da sovrapporre alla realtà proposta alle masse, gli stati maggiori dei due blocchi fanno incontrare Lilo e Lars. Quest'ultimo, prosciugato sentimentalmente dal ritmo che è costretto a mantenere nell'ideazione di nuove armi spettacolari, si invaghisce della sua alleata/avversaria.

Redenzione immorale (The Man Who Japed): 



Nel 2114, dopo un conflitto catastrofico avvenuto ormai da più di un secolo, il mondo è dominato da un regime politico conosciuto come il Rimor (per esteso Risanamento Morale[1]), un sistema di governo che, nato con lo scopo di risanare l'umanità dopo la tragedia della guerra, ha finito per esasperare i suoi stessi valori etici e morali, rendendoli sempre più costrittivi e oppressivi nei confronti dei singoli individui. Se tutto viene razionalizzato e sacrificato all'efficienza e l'etica del lavoro sembra far da padrone, ogni manifestazione della propria persona, tanto pubblica quanto privata, viene passata al vaglio e giudicata: piccoli robot, chiamati balilla[2], spiano e registrano il comportamento di ogni singolo cittadino, mentre custodi di condomini, durante le assemblee di caseggiato, mettono in piedi veri e propri processi dove condannare qualunque genere di trasgressione (sesso extra-coniugale, uso di alcolici in pubblico, ecc.), segnando così in maniera irreversibile la vita di chi è chiamato a giudizio. Il simbolo di questo regime totalitario è il maggiore Streiter, un personaggio storico vissuto negli anni della guerra e che, di fatto, è il fondatore stesso della società del Rimor, colui cioè che ha ideato e portato avanti il processo del Risanamento Morale. A distanza di più di cent'anni, infatti, i suoi discendenti occupano ancora tutti i posti di rilievo e di comando di questa società.In questo scenario, il protagonista Allen Purcell, uomo simbolo dei suoi tempi e modello della civiltà del Rimor, è a capo di un'agenzia di informazione e comunicazione pubblica direttamente connessa agli organi di governo. Il suo lavoro, in buona sostanza, consiste nel produrre degli sceneggiati (dai contenuti strettamente morali) che il regime, attraverso un organo mediatico dal nome di Telemedia, provvede a trasmettere a livello mondiale, su qualunque mezzo di comunicazione di massa. Si tratta di un incarico di alta responsabilità, finalizzato al controllo dell’opinione pubblica e al perpetuarsi dei valori etici del Rimor.

- Utopia andata e ritorno ,(The unteleported man)  -  Menzogne S.p.A (Lies, Inc. )
(il racconto The unteleported man sarà ripreso in forma di romanzo da Dick, e pubblicato postumo con il profetico titolo "Lies, Inc.", ovvero:  "Menzogne S.p.A" ) 

Dick descrive così la Neues Einige Deutschland, Nuova Germania unita di Ernest Reinholt , il cui seguace Horst Bartold diventerà segretario dell'Onu.: 
"Reinholt aveva ottenuto dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica ciò che voleva: una Germania libera e unita [...] E, sotto Reinholt, la  Neues Einige Deutschland aveva giocato sporco fin dall'inizio. Ma questo non aveva davvero sorpreso nessuno. Est e Ovest erano tutti indaffarati a  erigere tendopoli là dove in precedenza c'erano stati i maggiori "cenpop", i centri di popolazione urbana come Chigaco o Mosca [...] Il protocollo segreto di Reinholt e della sua Nuova Germania unita non prevedeva affatto la neutralità. al contrario.La NGU avrebbe sgominato la Cina."


- I simulacri (The Simulacra) 

Il romanzo è ambientato nel XXI secolo, in degli ipotetici "Stati Uniti d'Europa ed America", governati dal partito unico Democratico-Repubblicano (vi fa venire in mente qualcosa?)La storia si basa sull'intreccio di alcune vicende, tra le quali:
  • Le trame politiche ordite dai governanti degli USEA (Stati Uniti d'America e d'Europa), nati dalla fusione di USA e Germania Ovest durante la guerra fredda, al centro delle quali sta il cambio del Presidente (in realtà un simulacro, cioè un androide perfettamente somigliante a un essere umano) e la figura della giovane first lady, Nicole Thibodeaux;
  • La spietata concorrenza delle industrie che costruiscono i simulacri presidenziali (la grande multinazionale Karp e la piccola azienda familiare Frauenzimmer);

Come fa notare D.Suvin
"Come suggerito in precedenza, la persona totalmente immorale e quindi inumana è spesso un androide, che Dick, ponendo una certa enfasi sugli aspetti di contraffazione e artificialità, chiama "simulacro" (vedi il molto istruttivo discorso di Vancouver in SF commentary #31). Già nei suoi primi romanzi ciò è associato all'uso della scienza moderna da parte di persone accecate dal potere, che sono esse stesse esseri veramente inumani, reificati e quindi in un certo senso più falsi dei loro simulacri. È qui adombrata un'interessante teoria antropologica, a metà via tra Rousseau e Marx, secondo la quale c'è un'anima autentica di umanità nell'uomo Sapiens, per cui uomini e donne sono spinti all'alienazione dalla pressione della civiltà che li costringe ad un cammino non autentico, deumanizzato. Questo porta sempre all'insorgere di una resistenza interiore alla pressione in tutti coloro che seguono semplicemente il loro istinto umano di considerare le persone come un fine, non come un mezzo."

- Noi marziani (Martian Time-Slip)

Sempre Darko Suvin ci fornisce il miglior spaccato del romanzo (nell'ottica della nostra analisi):
"Nel corrotto microcosmo di Noi marziani queste tre varianti di capitalismo (classico laissez-faire, burocratico, e demagogicamente manageriale), insieme al capitalismo di stato della supernazione ONU, che dispone di interi pianeti, costituiscono almeno un quadro riassuntivo delle possibili forme del capitalismo stesso. Lo slogan del grande movimento cooperativo, che Manfred vede a coronamento della propria orribile visione di decadenza del futuro planetario, è AM-WEB, spiegato con una delle frequenti reminiscenze tedesche di Dick, in "Alle Menschen Werder Bruder" - "Tutti gli uomini diventino fratelli" (da Schiller attraverso la Nona di Beethoven). Ma naturalmente questa spiegazione è mezza vera e mezza falsa - l'acronimo più adatto per lo slogan dovrebbe essere, in fondo, AMWB senza "E" e senza trattino. Quindi, all'interno del canonico parallelismo dickiano tedesco-americano, AM-WEB è anche, e soprattutto, un emblema dell'ironico rovesciamento delle pretese di libertà, fraternità ed uguaglianza - è I"' American Web",la ragnatela americana del grande business, l'aristocrazia corrotta del lavoro, e del grande stato che trasforma la difficile vita di tutti i giorni dei piccoli uomini in un incubo futuro. Come Aldiss fa notare nel suo saggio, l'intero "Noi Marziani" - ed oltre ad esso molte altre opere di Dick - è una ragnatela maledetta. Il ragno economico-politico che la tesse è identificabile con una chiarezza poco conosciuta nella SF americana, dall'oligarchia di London fino al proprietarismo di Ursula Le Guin."

Come si nota attraverso tutta la sua produzione, a partire da "Una svastica sul sole" (The Man in the High Castle), si passa dal nazifascismo tedesco a quello ipotetico/alternativo (ma immanente nella società reale nella forma del capitalismo liberista) anglosassone/americano.
Una visione nella quale il "mercato" prende il sopravvento mostrando la storica natura dispotica e violenta delle oligarchie che lo manovrano. Un nazismo non troppo dissimile da quello tedesco, e che comprende anche la componente xenofoba.

Ed è impressionante (o terrificante) notare come le paranoie e le paure profonde di Dick si siano in seguito manifestate praticamente tutte, in qualche forma.
Una visione sul futuro che ci ricorda verso dove stiamo andando (o verso dove siamo guidati).

La direzione sembra essere quella della prigione di ferro nera, attraverso il regno delle tenebre... (sembra un estratto da Tolkien, ma è meno "fantasy" e più "horror").